PROGETTO PEDI


 Da anni nel nostro I. C. i Progetti di inclusione degli alunni sono al centro della progettazione didattica di ogni classe per  promuovere e favorire  l’inclusione degli alunni in difficoltà, per sostenerli in un percorso di crescita  in un’ottica di accoglienza e condivisione.

Anche quest'anno il Progetto Inclusivo, come avviene da anni nel nostro Istituto, sarà  al centro della progettazione didattica di ogni classe. Si svolgeranno attività laboratoriali in piccolo gruppo ponendosi come principali obiettivi l’incontro, l’ascolto attivo, la condivisione e la scoperta  reciproca.



ELEMENTI CARATTERIZZANTI

.Laboratori: hanno l’obiettivo di sviluppare competenze nella persona con disabilità, ma perseguono il raggiungimento di competenze riferite alle fasce d’età delle classi di volta in volta coinvolte. Permettono agli alunni con fragilità di partecipare alle attività, insieme ai compagni, ad un livello a loro accessibile;

.Sfondo integratore: è una modalità/strumento utile per strutturare contesti integranti. la presenza di uno sfondo integratore facilita l'apprendimento attraverso la strutturazione di situazioni motivanti. è l’involucro, il contenitore che determina l’unità del percorso educativo, la percezione dei nessi, il senso della continuità collegando le molte attività didattiche che altrimenti resterebbero disperse e frammentate. 

.Progetti individualizzati: 


SFONDO INTEGRATORE (PER GLI ALUNNI)

.Favorisce la motivazione alla partecipazione e all’apprendimento

.Elemento di raccordo tra affettivo e cognitivo

.Favorisce  l’integrazione delle differenze (singolarità,competenze, linguaggi, strumenti, percorsi, ecc)

.Facilita lo sviluppo di modalità relazionali cooperative

.Favorisce la maturazione emotiva dell’alunno attraverso un ambiente “contenitore” 


SFONDO INTEGRATORE (PER I DOCENTI E GLI EDUCATORI)

.Guida che stimola ad esplorare e sperimentare

.Stimola una maggiore regia del percorso educativo

Facilita l’integrazione di competenze diverse, di abilità, di spazi e di linguaggi.

.L’utilizzo di trame narrative che accompagnano e contengono le attività vissute dagli alunni, permettono loro di orientarsi, provare esperienze in un contesto protetto e di provare gli effetti del loro comportamento in relazione a qualcun altro o qualcos'altro


PRINCIPI PEDAGOGICI CONTENUTI NELLO SFONDO

L’integrazione,l’autonomia,la sicurezza emotiva,la socializzazione,la cooperazione,la ricerca-azione,l’esplorazione, il rispetto reciproco,Il divertimento,la soddisfazione, la crescita.


Nell'attuazione di un progetto PEDI, il compito assolto dallo sfondo integratore, generalmente basato su una trama letteraria, è di fondamentale importanza, in quanto, essendo condiviso dall'intero Plesso scolastico crea una sorta di linguaggio-codice comune: tutti sanno, tutti osservano, partecipano e costruiscono. Ogni cosa che avviene all'interno della scuola è messa a conoscenza di tutti sia attraverso animazioni, cartelloni sia grazie al racconto dei compagni di scuola. La scuola diventa in questo modo la comunità di cui tutti fanno parte.


DIDATTICA COMUNE


Il progetto PEDI ha la caratteristica di poter essere adattato a qualunque realtà scolastica, ogni progetto è diverso dagli altri, in quanto l'organizzazione interna varia, sia a seconda delle esigenze dei bambini, sia in base alla realtà scolastica in cui viene attuata. La struttura flessibile le permette infatti di adeguarsi sia ad evolversi delle fragilità degli alunni sia alle problematiche interne alle classi coinvolte, consentendo di adattare gli obiettivi, man mano che si delinea il percorso appunto. Risulta pertanto di grande importanza la verifica e la valutazione in itinere degli obiettivi didattici programmati, dell'organizzazione dei tempi e degli spazi, delle caratteristiche dei gruppi. L'attuazione di un progetto PEDI non necessita di un modello di scuola “tipo” ma di risorse materiali e umane, di professionisti che si adoperano per dare la possibilità agli alunni, tutti gli alunni, di socializzare e sentirsi parte del gruppo.

Nell'attività di laboratorio si realizzano momenti nei quali soggetti coinvolti sono portati a cooperare, cioè a lavorare insieme per perseguire obiettivi comuni. I membri del gruppo lavorano per migliorare reciprocamente l'apprendimento: in questo modo si sviluppa l'abilità sociale, capacità di deduzione, induzione, comunicazione. La presenza di alunni con diversi livelli di competenze fa passare il secondo piano la disabilità o l'incapacità e fa risaltare i punti forti di ognuno. Si svolge perciò una sorta di peer tutoring che porta ad aiutarsi a sostenersi a vicenda cercando di raggiungere un risultato comune punto Durante l'attività, a turno, ma senza schema prefissati, ogni alunno svolge il ruolo di tutto il verso un compagno che non ha ancora acquisito una specifica competenza. Chi riceve aiuta la possibilità di avere un compagno che lo assiste sfruttando le competenze reciproche, usando terminologie ed esempi a portata di bambino punto che offre aiuto e sollecitato e a consolidare le proprie conoscenze di abilitare flettendo su di esse in un processo metacognitivo punto nel gruppo le differenze individuali costituiscono una sorta di prerequisito necessario per svolgere l'attività. 

I bambini in difficoltà, in queste attività, riescono a sviluppare le proprie capacità potenziali. L'ambiente cooperativo ed il lavoro sul concreto, attraverso l'utilizzo di molteplici canali comunicativi, valorizzano ogni persona, in quanto ciascuna è dotato di originalità, personalità, competenze diverse rispetto agli altri punto lavorando in questo modo aumenta la motivazione e la coscienza di sé autostima il senso di responsabilità. Nei laboratori i bambini non lavorano perché devono, ma perché vogliono, perché si divertono e sono tutti coinvolti nella realizzazione di qualcosa che li unisce facendo sentire ognuno indispensabile al gruppo.


ORGANIZZAZIONE:

Per consentire agli alunni con maggiori fragilità di integrarsi nelle attività, tendenzialmente ogni gruppo classe è diviso in quattro sottogruppi, si formano così nuclei di 6-8 bambini che a cadenza settimanale si recano nell'aula laboratorio per svolgere le attività relative alla/e trama/e narrativa/e individuate nell'ambito dello sfondo integratore. Ogni bambino pertanto svolgerà l'attività di laboratorio circa ogni quattro settimane.


È evidente che l’attuazione di questo diverso modello organizzativo è occasione di apprendimento, non solo per gli alunni più direttamente interessati, ma anche di sviluppo dell'intero contesto educativo, questo per consentire il “vantaggio di tutta la collettività scolastica”, attraverso la valorizzazione delle differenze tra le persone come stimolo alla crescita individuale e collettiva.

Per quanto concerne la didattica si propone di adottare 

strategie e accorgimenti  inclusive comuni per rispondere adeguatamente ai Bisogni Educativi Speciali.

Principalmente si dovrà pensare a quelle scelte metodologiche che si sono dimostrate negli anni maggiormente inclusive. 

Esiste una cospicua letteratura sperimentale che indica come,

rispetto alla tradizionale lezione frontale e al lavoro individuale, i vari modelli di apprendimento cooperativo, tutoring, didattica per problemi reali, didattica laboratoriale siano più efficaci non solo per gli apprendimenti cognitivi e interpersonali, ma anche per l'inclusione degli alunni in difficoltà e per fornire a ognuno di loro adeguati ruoli e possibilità di partecipazione e di apprendimento.

Il Progetto coinvolgerà tutto l'Istituto. 

I docenti, tuttavia, avranno la libertà di scegliere  i libri  da leggere e integrare con poesie, filastrocche,visione del film, tenendo conto delle esigenze dei propri alunni.


                                                                                 

Le funzioni strumentali

inclusione

Serena Gamberini

Vincenza Lancellotti



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